<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<atom:link href="https://www.psicologomonopoli.it/blog/x5feed.php" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<title><![CDATA[-Psicoloterapia della Gestalt]]></title>
		<link>https://www.psicologomonopoli.it/blog/</link>
		<description><![CDATA[Temi di Psicologia]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Mon, 31 Aug 2015 17:56:00 +0200</lastBuildDate>
		<generator>Incomedia WebSite X5 Evo</generator>
		<item>
			<title><![CDATA[-Concetti chiave della Psicoterapia della Gestalt]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Gonzalo Alejandro Romero ]]></author>
			<category domain="https://www.psicologomonopoli.it/blog/index.php?category=Psicoterapia"><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_22001831"><div class="imTAJustify"><span class="fs15">Quando all’inizio del mio percorso come psicologo criticavo la gestalt per non insegnare le tecniche, non potevo immaginare che questa forma di fare psicoterapia contenesse un aspetto più amplio dell’essere umano. La psicologia, in generale, pretende di utilizzare un metodo molto simile a quello medico, cercando di posizionare il disagio umano in un insieme di concetti, come per esempio malattia e cura. E i modelli di psicoterapia che sono più vicini a questi concetti, sembra che godano di maggior prestigio, mentre gli altri sono messi in disparte.</span><br></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Come appartenente a questo ramo della psicoterapia, in cui si cerca di considerare l’essere umano come tale, che per il fatto stesso di essere esperienziale e fenomenologica va a ricercare i “fenomeni”, non sono molto interessato a cercare di convincere nessuno, e a spiegare perché il mio approccio sia migliore degli altri. Come affermavail Professore &nbsp;Mario Signore “L’essere umano va al centro di tutto, e non c’è una forma unica per descriverlo, o un solo punto di vista, ma tanti e tutti validi”.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Personalmente sono d’accordo in modo particolare con questa visione di Signore, ma credo che, almeno in questo momento, mi sia necessario avere una cornice, una forma, uno stile di fare psicoterapia ed entro cui inserire la visione che ho io stesso del disagio umano. Un modo che mi permetta di convivere con altre visione, senza perdere la struttura. È questo ci &nbsp;che mi fornisce la psicoterapia della gestalt.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Claudio Naranjo comincia a spiegare cos’è la gestalt con questa formula:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><b class="fs16">“TERAPIA GESTALT = COSCIENZA / NATURALITA’ + APOGGIO / CONFRONTAZIONE”</b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Con questa formula Naranjo spiega che la psicoterapia della gestalt favorisce la coscienza e la naturalità, intendendo come naturalità “espressioni genuine della persona”, incoraggiando sempre lo “sviluppo” della coscienza, del qui ed ora, bloccando gli atteggiamenti automatici (pensieri, automatismi, carattere, regole, dovere, ecc.).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Come avevo spiegato prima la psicoterapia della gestalt non s’insegna ma si trasmette e quello che si trasmette è l’attitudine. Claudio Naranjo dice che “un’attitudine è più profonda delle tecniche, dalle tecniche derivano le attitudini, ma l’esperienza è più importante delle attitudini, e costituisce la loro fonte”</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Perls pensava che essere psicoterapeuta fosse essere se stessi e viceversa. Nella sua mente non esisteva differenza fra ci &nbsp;che era il terapeuta e quando svolgeva il lavoro come psicoterapeuta. Gran parte del lavoro di Perls, quando insegnava psicoterapia, consisteva nel far diventare se stessi, pensava che l’insegnamento di essere se stessi fosse contagioso. Essere per Perls significava essere qui ed ora, essere cosciente di quello che si fa ed essere responsabile, cioè essere dietro alle proprie azioni e ai propri sentimenti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Di conseguenza, tre dei concetti chiave nella psicoterapia della gestalt sono:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b class="fs16"><span class=""> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Essere presente, cioè il quid e ora.</span></b><br><b class="fs16"><span class=""> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Essere cosciente.</span></b><br><b class="fs16"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Essere responsabile.</b><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Lo psicoterapeuta della gestalt ha una filosofia implicita, che a mio parere si puo &nbsp;riassumere nella seguente lista di atteggiamenti basilari:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b>Rispetto del disagio della persona, più che tentativo di provocare dei cambiamenti.</b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">A differenza di altri modelli, la psicoterapia della gestalt non cerca di eliminare il malessere, piuttosto insegna alla persona ad essere consapevole di detto malessere e a capire a cosa le serve.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b>Accettare la persona così com’è.</b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Lo psicoterapeuta della gestalt cerca di stare in contatto con se stesso e con il paziente, perci &nbsp;accetta la persona così com’è, senza pregiudizi, riflettendo come un grande specchio gli atteggiamenti del paziente.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">L’auto accettazione da parte della persona stessa facilita un appoggio genuino esterno.</div><div class="imTAJustify">Il paziente non si sente giudicato, perché sa che quello che gli ha detto il terapeuta effettivamente gli appartiene.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Un genuino interesse da parte del terapeuta nel favorire che il paziente sia quello che è in realtà.</div><div class="imTAJustify">Il terapeuta gestaltico rinforza qualsiasi atteggiamento che sia genuino e che appartenga al paziente, non favorisce il “deve essere”, perché il dovere non appartiene alla persona, più che altro a un insieme di comandamenti, famigliari o della stessa società; se si continua per la strada del “dover essere” si perde di vista quello che il paziente è in realtà.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il terapeuta vuole che il paziente sia nel presente, responsabile delle sue azioni, dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti e che sia cosciente di quello che sta facendo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Più che sulle posture basilari della psicoterapia, ci si concentra sull’attitudine con la quale il terapeuta guarda agli aspetti apparentemente indesiderabili della persona. Il terapeuta gestalt apprezza tanto la naturalezza impulsiva del suo paziente quanto i suoi meccanismi per evitare determinati aspetti. In questi vede energie che lavorano distruttivamente nell’oscurità, ma che possono essere espressioni costruttive se si prende coscienza delle stesse.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il terapeuta gestalt non è interessato alle spiegazioni, interpretazioni o giustificazioni e all’attività concettuale in genere. Dà più valore all’azione che alle parole, più merito all’esperienza che ai pensieri.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Per me essere nel qui e ora significa stare in contatto con il mio corpo, con le mie sensazioni e i miei sentimenti, con quello che vedo e sento. Quando sto con un paziente, è come se contemplassi una montagna, allora vedo come si muovono i ghiacciai, sento i suoni, ecc. Utilizzo me per percepire quello che il paziente mi dice e se qualcosa non è congruente, allora glielo dico, sono curioso, vado a vedere cosa c’è. Ho imparato da tutti i miei insegnanti e cerco di trasmettere lo stesso ai miei pazienti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">I nostri attrezzi da lavoro, come psicoterapeuti gestaltici, sono pochi: <b>qui e ora</b>, <b>coscienza</b> e <b>responsabilità</b>, ma paradossalmente sono risorse ricche e inesauribili, perché portano all’attualità, al qui, dove nasce tutto, dove l’esperienza vive e si trasforma. Sono anche creativi e offrono possibilità a tutto.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La spirale del contatto proposta da Quattrini, per me, è una specie di bussola, che mi aiuta ad orientarmi nel presente, a essere cosciente di quello che voglio e, logicamente, mi serve per capire in che parte di questa spirale del sentire, del pensare o del fare il mio paziente ha maggiori difficoltà. Mi serve, come dicevo prima, come una bussola per me stesso, per essere cosciente e consapevole di quello che in quel momento sto sperimentando con il mio paziente e mi dà l’input per poter lavorare con lui. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">I workshop che ho organizzato, in generale, hanno a che vedere con il SENTIRE- PENSARE- FARE. O come la chiama Capitani, “la santissima trinità della gestalt”. Capitani, nei suoi workshop, ha sempre cercato di bilanciare questi tre aspetti. È una cosa che ho apprezzato molto e che mi è servita, in modo pratico, per potermi orientare e seguire un ritmo e un equilibrio nel mio lavoro. Non è detto che tutto sia Sentire, il Sentire è sterile se non è seguito da un’azione e, logicamente, da un pensiero. Non è detto che questi tre aspetti abbiano una sequenza logica. Posso pensare, poi sentire e poi fare, così come posso sentire, fare e poi pensare, ecc. L’importante è che le tre azioni si possano sperimentare. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Logicamente “il sentire-pensare-fare”, così come il ciclo del contatto (modello Quattrini), come ho già detto, per me sono degli strumenti, o meglio degli attrezzi, che mi servono nel mio lavoro e che utilizzo per poter essere in contatto con me stesso, per poter essere responsabile delle mie azioni ed essere cosciente delle mie scelte. Tutti questi strumenti, per , hanno una validità se sono applicati al presente.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b>Gran parte di quello che rappresenta la psicoterapia della gestalt è che esalta il presente e la presenza, l’attenzione e la responsabilità. </b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTACenter"><span class="fs16"><b>- Presente vs passato o futuro.</b></span></div><b class="fs16"><div class="imTACenter"><b>- Ci &nbsp;che è presente vs ci &nbsp;che è assente.</b></div></b><b class="fs16"><div class="imTACenter"><b>- L’atto vs il simbolo.</b></div></b></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTACenter"><b>A proposito del presente Perls afferma: “Per me, non esiste niente tranne il qui e ora. </b></div><div class="imTACenter"><b>Qui ed ora = esperienza = consapevolezza = realtà. </b></div><div class="imTACenter"><b>Il passato non esiste più, il futuro ancora non c’è, esiste soltanto il qui e ora”. </b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Mi sono focalizzato di più nella forma in cui la gestalt che ho imparato è stata trasmessa perché questa forma particolare di imparare è quello che all’inizio ha attirato maggiormente la mia attenzione. In questi &nbsp;anni di lavoro ho avuto diversi maestri. Ognuno di loro aveva uno stile particolare di lavorare e con una visione personale sulle problematiche e sulla sofferenza umana. Alla fine, per , tutti convergevano sul qui e ora.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">All’inizio di ogni seminario, la domanda che si faceva era “Come stai? Di cosa hai bisogno? Cosa vuoi portarti a casa?” e su questo si cominciava a lavorare. A volte sembrava che l’argomento dell’incontro non fosse il tema principale trattato, perché il maestro di turno lavorava con quello che c’era ed emergeva in quel momento. Ma siccome “tutte le strade portano a Roma”, alla fine si arrivava sempre, partendo dal qui e ora, a sviluppare l’argomento del week end e quindi tutto ha a che vedere con il presente. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Questa valorizzazione del presente, della responsabilità e della consapevolezza sono le cose che ho imparato e apprezzato di più in questi &nbsp;anni di formazione come psicoterapeuta. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 15:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.psicologomonopoli.it/blog/?-concetti-chiave-della-psicoterapia-della-gestalt</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.psicologomonopoli.it/blog/rss/22001831</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[-Epistemologia della Psicoterapia Gestalt]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Gonzalo Alejandro Romero ]]></author>
			<category domain="https://www.psicologomonopoli.it/blog/index.php?category=Psicologia"><![CDATA[Psicologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ytn5teoz"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.psicologomonopoli.it/images/biofoto7.jpg"  title="" alt="" width="101" height="145" /> </div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1"><b>Friedrich Salomone Perls </b>è stato considerato uno dei principali rappresentanti dell'approccio umanistico in psicologia insieme con Abramo Maslow, Viktor Frankl e Carl Rogers. La terapia della Gestalt, come lui stesso dice, è una delle tre classi di terapia Esistenziale, così come la logoterapia di Viktor Frankl e la Daseinanalyse (Analisi dell’esistenza) di Ludwig Binswager e Medard Boss. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Prendendo in considerazione le fondamenta epistemologiche della psicoterapia della Gestalt si possono identificare chiaramente gli elementi teorici e pratici di varie teorie e scuole di pensiero che convergono correttamente in questo modello psicoterapeutico. È possibile identificare qui l'influenza della psicologia Gestalt di Wertheimer, Köhler e Koffka, così come del pensiero psicoanalitico di Freud e Reich, la teoria dell’indifferenza creativa di Friendländer, la teoria organismica di Goldstein, il teatro di Reinhardt, le filosofie orientali e il Buddismo Zen in particolare, oltre alla fenomenologia di Husserl e l'esistenzialismo filosofico di Buber, Heidegger, Jaspers e Kierkegaard, tra gli altri .</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Tuttavia, si pu &nbsp;dire con sicurezza che sia la filosofia esistenzialista come la fenomenologica hanno fortemente influenzato Fritz Perls. Per tanto, è più che comprensibile che lui stesso affermasse: "La terapia della Gestalt è un principio esistenziale: significa che noi, non solo ci preoccupiamo di trattare i sintomi e le strutture del carattere, ma abbiamo a che fare con tutta l'esistenza dell’essere umano" .</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">La psicoterapia della Gestalt, e in generale le teorie che fanno parte della psicologia umanistica, mettono in risalto il carattere unico e totalizzatore dell’essere umano. Questa visione olistica dell'uomo che Martinez sottolinea affermando che “l’essere umano è un sistema di unicità configurata”, ha le sue fondamenta più profonde nella filosofia esistenzialista. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.psicologomonopoli.it/images/gestalt.png"  title="" alt="" width="171" height="191" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Uno dei filosofi di questa corrente che ha più relazione con Perls e la terapia della Gestalt è Martin Buber. Nonostante siano stati poco in contatto a Francoforte, l’influenza delle teorie di Buber su Perls è nota. La filosofia dialogica di Buber rileva, tra le altre cose, il carattere unico dell’esistenza dell’uomo, ma allo stesso tempo, mette in evidenza , in modo significativo, la condizione dialogica presente e inerente all’essere umano quando afferma “Colui che sperimenta autenticamente l’unità, la sperimenta come dualità”. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Questa dualità o polarità si manifesta nella persona attraverso due tendenze, che coesistono in tutti gli individui. Buber le ha chiamate “tendenza orientatrice” e “tendenza realizzatrice”. La prima fa riferimento alla classificazione delle esperienze nel quadro di ci &nbsp;che è presente e si indirizza piuttosto alla sicurezza di quello che esiste, per un comportamento utile e pragmatico. La seconda, d’altro canto, genera realtà, ci &nbsp;che si percepisce o che è percepibile sono inclusi in questa, crea la forma essenziale dell’esistenza. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Entrambe le tendenze sono di grande importanza per la vita dell’essere umano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">In Perls, questa duplice tendenza si pone in relazione non solo con la concezione che ha dell’uomo come gestalt, come totalità costituita da polarità complementari, ma anche con il processo di autoregolazione organismica e il concetto di omeostasi. Quest’ultimo non come qualcosa di statico, ma di dinamico, un continuo fluire, un permanente aprire e chiudere, gestalten. Secondo lui, olismo e omeostasi sono qualcosa come tendenze innate dell’organismo, che hanno come finalità rendere possibile che questo “realizzi se stesso così com’è”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">In questo senso si pone anche in relazione con la fenomenologia di cui se ne percepisce l’influsso, visto che Husserl parla precisamente di ritornare all’intuizione immediata delle idee stesse e delle azioni che producono sempre nuove idee. In essenza, è ritornare all’esperienza di se stesso, all’esperienza interna &nbsp;che ci permette di captare aspetti della realtà di gran valore. Per questo motivo, per Perls, così come per altri psicologi umanisti, la fenomenologia ha un grande valore, giacché questo “tornare alle cose stesse” permette all’essere umano di cogliere la realtà in modo più ampio e preciso, e di “rendersi conto” – prendere coscienza – del suo potenziale, per realizzarlo. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Oltre a questi aspetti, è importante sottolineare la visione che la psicologia umanista ha dell’uomo, e contestualmente a questa la Terapia Gestalt. Questa concezione dell’uomo parte dall’idea di un essere umano in continuo sviluppo, capace di raggiungere delle mete, trascendente, influenzato dal contesto, ma non definito da questo, con capacità di scegliere e decidere, libero per &nbsp;responsabile all’interno di una coesistenza, visto che è un essere in relazione con altri, così come lo dice chiaramente Heidegger nella sua Ontologia fondamentale.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Di fatto, questa libertà che l’uomo possiede per poter scegliere è data dalla sua capacità di autodeterminazione, che gli permette, inoltre, di orientarsi verso la realizzazione di obiettivi e l’autotrascendenza di cui parla Frankl .</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">L’influenza di Buber si fa sentire ancora in Perls quando ci si riferisce, nella Psicoterapia della Gestalt, al “qui e ora”. Perls non rifiuta il passato della persona e nemmeno il futuro; si occupa dell’esistenza dell’essere umano qui e ora. Il passato gli serve come punto di riferimento per capire la sua realtà nel presente e assimilarla alla totalità del suo organismo; il futuro gli permette di proiettarsi verso la concretizzazione dei suoi obiettivi, che pu &nbsp;arrivare a realizzare sempre se realizza nel presente, “qui e ora”, le sue potenzialità. Questo è chiaramente tutt’altro che anticipare il futuro. Vivere il qui e l’ora, prendere coscienza del momento che si sta vivendo ed essere responsabili di “essere”, è uno dei propositi della Psicoterapia della Gestalt. Questa possibilità di “essere” implica una capacità di relazione che in Buber si forma a partire da quella che lui chiama “la relazione io-tu”. Presenta questa relazione come una possibilità di realizzare l’esistenza qui e ora attraverso una intrarelazione e una interrelazione, poiché “il fatto fondamentale dell’esistenza non è l’essere umano, ma l’uomo con gli uomini” , cosa che coincide – come è già stato detto – con l’affermazione di Heidegger di essere al mondo in relazione con altri esseri umani. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Per Buber, questa relazione io-tu, presentata nella sua opera “Ich und Du”, mostra tre caratteristiche fondamentali: la reciprocità di essere in relazione, l’essere in relazione come totalità, come Gestalt, e l’immediatezza ed il presente della relazione nel Qui e nell’Ora. Tutti aspetti chiaramente presenti nei fondamenti della psicoterapia della Gestalt.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Per concludere, tutto ci &nbsp;di cui si è parlato nei paragrafi precedenti permette di comprendere perché si considera la Psicoterapia della Gestalt come una terapia di taglio fenomenologico-esistenziale che, sebbene riprenda elementi importanti da altre teorie, riceve proprio dalla fenomenologico-esistenziale le sue influenze maggiori. Per questo motivo, è fondamentale che gli psicologi e gli psicoterapeuti in generale, e ancora di più quelli che si riconoscono nella psicologia umanista, abbiano un’adeguata formazione di antropologia, fenomenologia e filosofia esistenziale, che gli permetta di avere, di fronte all’esistenza dell’uomo, una visione e un’attitudine più amplia, integrata, etica e, soprattutto, più umana. Un’altra cosa che mi piacerebbe aggiungere è il fatto che non esiste soltanto una verità, questo in riferimento sia alla psicologia, se la vogliamo chiamare così, positivista, sia a quella che prende un carattere unitario e totalizzante. </span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 ff1">Esiste anche un'altra forma di considerare l’essere umano. Mi viene in mente il filosofo Mario Signore quando parlava dell’antropocentrismo, “l’uomo al centro di tutto”, argomentando che l’uomo non pu &nbsp;essere considerato o analizzato da un unico punto di vista e che per essere visto nella sua totalità bisogna osservarlo da diverse angolazioni e prospettive, a volte anche contraddittorie. Come dice un proverbio messicano, “niente è verità, niente è bugia: tutto dipende dal colore del vetro con cui si guardano le cose”.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs16 ff2"><b>“Io faccio le mie cose. Tu fai le tue. Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative. Tu non sei al mondo per soddisfare le mie. Io sono io. Tu sei tu.</b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs16 ff2"><b>E se per caso ci incontreremo sarà bellissimo; altrimenti non ci sarà stato niente da fare.”</b></span><br></div></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Aug 2015 15:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.psicologomonopoli.it/blog/?-epistemologia-della-psicoterapia-gestalt</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.psicologomonopoli.it/blog/rss/ytn5teoz</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>